Riqualificazione di piazza Mazzini

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ALBANO LAZIALE Roma
Riqualificazione di Piazza Mazzini
Concorso di idee: 2014 (terzo classificato)
Estratto dal giudizio della giuria: “Il progetto fonda i suoi principali caratteri sulla ricerca di valorizzare il rapporto pedonale e diretto con la villa comunale (Villa Panphili, n.d.r.), accostando il grande spazio della piazza alla villa […]. Interessante è il gioco dei dislivelli che si crea nell’articolare lo spazio su due piani prevalenti: quello superiore, aperto, con la sistemazione della piazza funzionale alle attività di relazione, alle sedute, alla fruizione degli autobus, ecc; e l’altro, sottostante ─ al quale si accede con delle rampe architettoniche studiate ─ prevalentemente destinato alle attività commerciali.” […] La maggiore difficoltà in sede di analisi, è stata quella di conciliare il forte carico di viabilità esistente con un reale intervento architettonico, un segno evidente, senza limitarsi alla progettazione di una “sistemazione della piazza” fatta di piccole aiuole, arredi e pavimentazione. L’obiettivo era quello di ricucire il percorso naturale che dal Corso Giacomo Matteotti raggiunge la villa senza soluzione di continuità e senza che il flusso stradale interferisse con quello pedonale è stato quello di creare un vero collegamento con la villa senza creare interferenze di flussi con la viabilità stradale, dare ai pedoni la possibilità di continuare la passeggiata da Corso Giacomo Matteotti fino a raggiungere la villa è stata la priorità. La strada di Via Cardinale Altieri viene quindi raggiunta con una rampa in prossimità dell’edificio esistente che al piano terreno ospita lo storico Bar Carones, consentendo la perfetta permeabilità pedonale tra la villa e la nuova piazza che assume il ruolo di filtro tra la città e la vasta superficie verde della villa Doria. La nuova piazza non si configura come la tipica piazza all’italiana, visto l’attuale assetto urbanistico-architettonico in cui è inserita, bensì essa vuole assumere il ruolo rappresentativo d’ingresso alla città per i visitatori che giungono dalla via consolare Appia Nuova e di connessione alla villa romana per gli abitanti. Il collegamento dal centro abitato al grande Parco della Villa, avviene attraverso una dolce ed ampia scalinata attraverso un percorso ipogeo, diversamente dal collegamento esistente che consiste in due scale simmetriche elicoidali di epoca fascista, in stato di degrado e prive di valore storico ─ culturale. Lungo il nuovo percorso ipogeo si è immaginato di inserire delle attività commerciali, ludiche e di ristoro con la possibilità, durante le stagioni estive di attrezzare le aree prospicienti la villa con tavolini, divani, e piccoli gazebi all’aperto. La gestione diretta da parte del Comune di Albano dei servizi consentirebbe di finanziare la manutenzione “a costo zero” delle aree pubbliche occupate, oltre alla valorizzazione del verde esistente. Il percorso è tracciato da un setto rettilineo che si sviluppa per un altezza massima d 4.50 ml fuori terra in adiacenza alla nuova scalinata da realizzare, creando oltre ad una funzionale protezione dell’area pedonale dall’area carrabile, una nuova porta d’accesso alla città. La nuova “porta urbana” disegna da cielo a terra lo skyline del territorio, partendo dalla quota 0.00 individuata dal Corso G. Matteotti con una fascia a terra in laterizio, a quota massima di +4.50 ml, fino a raggiungere una quota intermedia di +1.20 ml lungo la rampa per i disabili di accesso alla villa. Questa segno architettonico è decorato con piccole fessure verticali che lasciano intravedere la piazza a chi giunge dalla Via Appia. Il setto murario può essere utilizzato come pannello espositivo per mostre temporanee e video proiezioni di artisti di strada. Particolare attenzione è data allo studio del verde costituito da filari di vite, attrezzati con sedute illuminate; la vite rappresenta il simbolo del territorio dei Castelli Romani, famosi fin dal periodo ottocentesco per la coltivazione dei vigneti.

Un altro elemento della piazza che merita attenzione è l’“infinityfountain” con sistema a sfioro per congiungere visivamente la piazza con l’orizzonte; un tributo all’architetto Andrea Busiri Vici che nell’Ottocento, al tempo della famiglia Pamphilj, si occupò della progettazione della villa introducendo incantevoli giochi d’acqua.